Etichette di manutenzione

Etichette di manutenzione

Etichette di manutenzione

L’esperienza prima di tutto!

ETICHETTE DI MANUTENZIONE 

Un’enciclopedia solo per addetti ai lavori? 

 

Assolutamente no!

Spesso le persone arrivano con capi rovinati dal lavaggio in casa perché non hanno saputo leggere le istruzioni, a volte proprio non le hanno lette perché le hanno tagliate prima di indossarlo e gettate.

Partiamo da un punto fondamentale:

L’etichetta di manutenzione è obbligatoria per legge ed è regolata dal D.L. n. 194 del 22 maggio 1999 e pubblicato nella G.U. n 146 del 24/06/99.

Su questa etichetta deve comparire la composizione del filato in ordine di importanza nella percentuale componente, per esempio:

 

100% pura lana 

 

Oppure 

 

60% lana

40% cotone 

 

I nomi possono comparire per intero oppure in sigle:

 

100% WO 

 

Oppure 

 

60% WO

40% CO

 

Passiamo ai simboli!

 

Il lavaggio ad acqua è simboleggiato da una vaschetta e il numero all’interno indica i gradi della temperatura dell’acqua.

 

Una manina dentro la vaschetta significa che quel capo deve essere lavato a mano.

 

Il lavaggio a secco è simboleggiato con un cerchio e la lettera scritta dentro il cerchio indica il tipo di solvente adatto (ecco questo si che è per noi addetti ai lavori)

 

A: tutti i tipi di solvente;

P: percloretilene, idrocarburi con normali procedure

F: idrocarburi 

 

Il triangolo è il simbolo del candeggio 

Il simbolo dell’asciugatura, rappresentata dal quadrato non è obbligatorio. 

 

Il ferro da stiro è il simbolo della stiratura dei capi, la temperatura viene indicata dai puntini neri all’interno del ferro

 

  • •• massima temperatura (fissata a 200°)
  • • temperatura media (150°) 
  • bassa temperatura (110°)

 

La X sopra uno dei simboli significa che quel tipo di manutenzione viene esclusa.

A presto!

Conoscere i tessuti

Conoscere i tessuti

Conoscere i tessuti

L’esperienza prima di tutto!

CONOSCERE I TESSUTI

 

Una parte essenziale del nostro lavoro è la conoscenza dei tessuti
perché se è vero che ogni capo deve avere PER LEGGE
l’etichetta di manutenzione, è vero anche che spesso le troviamo
tagliate (e vi capisco perché sembrano enciclopedie portatili)
oppure non conformi.
Per non conformi intendo che il tipo di lavaggio indicato non è
idoneo a quel tessuto.
Un tempo bastava saper lavare lana, cotone e seta e si era
apposto ma nel tempo, crescendo la popolazione e il benessere
economico c’è stata la necessità di ampliare l’offerta e negli anni
40 si è reso maggiormente disponibile il filato sintetico con le
svariate caratteristiche.
Voi li riconoscete i tessuti?
Può essere molto utile iniziare a vedere insieme una
classificazione delle fibre di più largo uso:
Fibre naturali, come dice la parola stessa sono quelle esistenti
in natura e si ricavano da prodotti animali o vegetali e le fibre o il
filato ottenuto non vengono sottoposte a trattamento chimico per
poter essere utilizzate sottoforma di filato o tessuto.
Qui troviamo lana e seta (animali) lino, cotone e juta ( vegetali);
Fibre chimiche ecco qui ci sono due grandi gruppi:
fibre artificiali così chiamate perché i prodotti da cui otteniamo la
materia prima sono polimeri organici di origine naturale, come la
cellulosa, che siccome non ci sono sottoforma di fibra vengono
trasformati chimicamente in pasta per la filatura. Qui fra le più
usate conosciamo la viscosa e modal e poi il Cupro, l’acetato e il
triacetato;
fibre sintetiche cioè ottenute per sintesi chimica provenienti dal
petrolio o dal gas del petrolio e troviamo: Poliacrilico, Poliamide,
Poliestere e Poliuretano.

Lavaggio ad acqua o a secco?

Lavaggio ad acqua o a secco?

Lavaggio ad acqua o a secco?

L’esperienza prima di tutto!

 

LAVAGGIO AD ACQUA O A SECCO?

 

Una delle credenze da sfatare è proprio quella che fa credere che il lavaggio a secco sia un lavaggio “asciutto”.

Una volta pubblicai nella nostra pagina Facebook un video dove si vedeva proprio la lavatrice a secco con i capi dentro che giravano durante un lavaggio per far vedere come erano ben bagnati.

E allora la domanda vi sorge spontanea: ma come Erika? Perché?

Perché dentro quella enorme lavatrice che vedete in negozio non c’è acqua ma un solvente che si chiama percloretilene! Bagna i capi ma non infeltrisce e non restringe.

Alcuni tessuti richiedono proprio quel tipo di lavaggio perché mantiene la morbidezza (come la lana) o la brillantezza dei colori (come nel caso della seta) ed evita che il tessuto si verghi,come quando lavate in acqua e si formano quelle brutte righe.

È vero anche che alcuni capi non si possono però lavare a secco perché (per esempio) le stampe incollate, a secco, si rovinano. Le macchie cosiddette “magre” come vino o frutta non vanno via, i famigerati odori di sudore o muffa a secco non se ne vanno! Per questi servono acqua e sapone!

Affronteremo un po’ alla volta i vari tessuti, le macchie e i lavaggi adatti!

A presto!